La motivazione e le sue implicazioni pratiche

La motivazione è definita come quel processo che causa, guida e mantiene comportamenti orientati al risultato. La motivazione è ciò che ci spinge ad agire, sia che si tratti di bere un bicchiere d’acqua per ridurre la sete o leggere un libro per imparare qualcosa.

Uno sguardo ravvicinato alla motivazione

La motivazione coinvolge quelle forze biologiche, emotive, sociali e cognitive che attivano il comportamento. Nell’uso quotidiano il termine motivazione viene frequentemente usato per descrivere il perché una persona fa qualcosa.

Il termine motivazione si riferisce quindi ai fattori che attivano, guidano e sostengono un comportamento finalizzato ad uno scopo. Le motivazioni sono il perché del comportamento. Sono i bisogni o volontà che guidano il comportamento e spiegano quello che facciamo. Non possiamo però osservare un motivo. Piuttosto, lo possiamo inferire sulla base del comportamento che osserviamo.

Ci sono molte forze differenti che guidano e dirigono la nostra motivazione. Eccone alcune.

Componenti della motivazione

Chiunque abbia avuto un obiettivo (come perdere peso, superare un esame, ecc.) probabilmente sa che il semplice desiderio di ottenere un risultato non basta. Raggiungerlo richiede persistenza e determinazione nonostante le difficoltà.

Ci sono tre componenti principali nella motivazione: attivazione, persistenza ed intensità.

  1. L’attivazione implica la decisione di iniziare un dato comportamento, come ad esempio iscriversi ad un corso.
  2. La persistenza è il mantenimento dello sforzo verso l’obiettivo anche in presenza di ostacoli.
  3. L’intensità viene vista nella concentrazione e nel vigore che vengono dispiegati per raggiungere un obiettivo.

Teorie della motivazione

Quali sono i fattori che ci motivano ad agire? Gli psicologi hanno proposto diverse teorie per spiegare la motivazione:

  • Istinto: la teoria della motivazione di matrice istintuale suggerisce che il comportamento sia motivato, appunto, dall’istinto. Un istinto è uno schema di comportamento fisso e innato. Alcuni psicologi come William James, Sigmund Freud e William McDougal hanno avanzato l’ipotesi che siano una serie di istinti umani elementari a determinare il comportamento. Tali istinti possono includere impulsi biologici che sono importanti per la sopravvivenza di un organismo, come ad esempio, fame, attacco, fuga, ecc.
  • Bisogni e impulsi: molti dei nostri comportamenti come mangiare, bere o dormire sono biologicamente determinati. Abbiamo un bisogno biologico di cibo, acqua e sonno e di conseguenza siamo motivati a mangiare, bere e dormire. La teoria degli impulsi suggerisce che il comportamento umano sia motivato dal bisogno di soddisfare queste necessita elementari.
  • Livello di arousal: la teoria dell’arousal suggerisce che gli individui siano motivati ad intraprendere comportamenti che aiutano a mantenere il loro livello di arousal (eccitazione) ottimale. Un individuo con un basso livello di arousal tenderà quindi ad intraprendere attività più rilassanti mentre uno con un più alto livello di arousal sarà più propenso ad attività emozionanti.

 

Motivazione estrinseca ed intrinseca

 

Motivazione estrinseca

La motivazione estrinseca è quella che viene dal di fuori e spesso implica ricompense di vario genere (trofei, soldi, prestigio sociale, ecc.).

La motivazione estrinseca occorre quando siamo spinti a comportarci in un certo modo o ad iniziare una certa attività per ottenere una ricompensa o evitare una punizione.

Alcuni esempi di comportamenti risultanti da motivazione estrinseca:

  • Studiare per il voto
  • Lavorare per ottenere una promozione
  • Partecipare in attività sportive pere vincere coppe e medaglie

Gli esempi potrebbero andare avanti all’infinito. Quello che rimane costante è che il comportamento è motivato dal desiderio di una ricompensa o dal timore di un esito negativo.

Motivazione intrinseca

La motivazione intrinseca, invece, è quella che viene da dentro ed ha come ricompensa una soddisfazione personale indipendente da fattori esterni.

Si tratta cioè di fare qualcosa di fine a sé stesso invece che per una ricompensa.

Alcuni esempi di azioni risultanti da motivazione intrinseca:

  • Partecipare in attività sportive per il piacere di farlo
  • Risolvere un puzzle perché si considera la sfida divertente ed eccitante
  • Giocare ad un gioco per puro divertimento

Di nuovo, si potrebbero elencare decine di esempi ma già questi sono sufficienti a far capire che nella motivazione intrinseca il comportamento è determinato da un desiderio interno e autosufficiente.

Motivazione estrinseca contro motivazione intrinseca. Qual è la migliore.

 

Motivazione estrinseca contro motivazione intrinseca. Qual è la migliore?

 

La ricerca ha dimostrato che i due tipi di motivazione possono differire nella loro efficacia.

La motivazione estrinseca può essere di aiuto in alcune situazioni:

  • Una ricompensa può indurre interesse e partecipazione in qualcosa in cui una persona non ha un coinvolgimento iniziale.
  • La motivazione estrinseca può essere utilizzata per incentivare una persona ad acquisire nuove conoscenze o abilità. Una volta acquisite tali conoscenze la motivazione può diventare intrinseca.
  • Le ricompense esterne possono anche fungere da feedback permettendo così ad una persona di sapere se il proprio operato ha raggiunto un livello meritevole di ricompensa o meno.

Nonostante la motivazione intrinseca sia generalmente preferibile, non è sempre possibile ottenerla perché a volte non si ha nessun desiderio di iniziare una certa attività.

Un eccesso di ricompense esterne può addirittura rappresentare un problema ed indebolire la motivazione interna. Se usate in maniera appropriata, però, le ricompense possono diventare uno strumento utile.

La ricerca è arrivata a tre conclusioni principali a proposito delle ricompense esterne e della loro influenza sulla motivazione intrinseca:

  1. Le ricompense esterne inaspettate generalmente non riducono la motivazione interna.
  2. Le lodi possono aiutare ad aumentare la motivazione interna.
  3. La motivazione intrinseca invece diminuisce quando le ricompense esterne vengono offerte a fronte di uno sforzo minimo.

 

Implicazioni per chi vuole lavorare da casa

 

Solitamente chi vuole lavorare da casa è spinto da motivazioni esterne e considerazioni pratiche. Si vuole ottenere indipendenza e sicurezza economica e tutti i vantaggi pratici che il lavoro da casa generalmente comporta.

Questo è senz’altro un buon punto di partenza ma è importante cercare di sostituire il prima possibile la motivazione esterna a quella interna o perlomeno raggiungere un equilibrio tra le due se si vuole riuscire nel proprio progetto.

Per dirla in breve si deve cercare di fare qualcosa che piace e che dà soddisfazione di per sé. Il lavoro indipendente può dare enormi soddisfazioni ma comporta alti e bassi. Se chiedete a chiunque abbia un’azienda e non potrà che confermarvelo!

È facile mantenere alto l’entusiasmo quando tutto va a gonfie vele ma bisogna essere in grado di andare avanti anche nei momenti meno belli. Se l’attività che avete scelto è un’attività che trovate piacevole e che svolgete volentieri questo vi aiuterà a rimanere concentrati e motivati e a superare le crisi. Altrimenti il rischio di fallire aumenta…

Molti finiscono per rinunciare al proprio progetto proprio per questo motivo: non hanno una vera motivazione intrinseca a fare quello che fanno e seguono solo sogni passeggeri.

 

È possibile avere successo online? Si!

 

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Questo articolo è stato liberamente tradotto ed adattato da “What Is Motivation?” di Kendra Cherry, autrice, educatrice ed esperta di psicologia.

Approfondimenti:


 

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